boards & surf for kitesurfing

About

La storia della Pitu Kiteboards inizia nei primi giorni di marzo del 2004. Erano anni di grandi cambiamenti nel kite, si usavano ancora le tavole enormi e voluminose dei primi tempi e i kite erano solo a C, potenti, non troppo stabili e, comparati ai kite attuali, quasi senza depower. Per domare quelle vele erano necessarie tavole piccole e rigide, derivate dalle wakeboards dello sci nautico.

Fin dall’inizio la Pitu Kiteboards ha sempre sperimentato nuove soluzioni, non basandosi su cosa offriva il mercato ma concentrandosi sul crossover di tecnologie tra le diverse discipline di scivolamento. Così sono nate tavole veramente innovative e particolari. Pezzi unici, veri e propri dimostratori di fattibilità, per le idee più incredibili.

Sono uscite dal laboratorio tavole trasparenti, tavole sottilissime, in legno, in schiuma, divisibili, freerace, hydrofoil, mountainboards, tavole senza straps, senza pinne… Poi, come talvolta magicamente accade, un pensiero, un’idea ha preso forma.

Forse merito di “Signature”, un film veramente bellissimo di Taro Tamai, costruttore di tavole da snowboard artigianali, che una volta mi ha scritto:

“Industrialization and mass-production was good in a way that it helped diffuse snowboarding and it made gain a lot of interest from a variety of people. But if this is the only side that’s being emphasized, then snowboarding would loose it soul, which is intolerable.

My mission is to try to let people know that snowboarding is actually not just a sport, but a culture.

I will try to continue propounding this idea through my boardmaking and riding.

In any case, let’s go out and enjoy riding!

Best regards,
Taro ”

Ed allora, idea è stata quella di lavorare il legno pieno, sentirne il profumo, il calore mentre si dà forma, vederne le venature e utilizzare combinazioni di legni per struttura e grafica. Creare tavole con l’anima… Così è nata la prima produzione di surfini.

Dal 2010 la produzione si è concentrata sul surfino Rocket. Trovato l’assetto si è cominciato a lavorare sull’estetica, per dargli un carattere retrò e natural; la sperimentazione dei primi anni si è affiancata alla rifinitura e all’eleganza.

La voglia di sperimentare non si è placata e ancora i cassetti sono pieni di nuovi progetti e nuove sfide. Se avete un’idea o un obiettivo particolare potremmo svilupparlo insieme!

Roberto Fornasieri

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3 Risposte

  1. Grande Pitu! In bocca al lupo per PK, faccio spazio sui carri a vela per gli adesivi 😉

    24 novembre 2011 alle 8:00 PM

  2. Nunizio

    Si può provare la tavola a Roma o Talamone?
    Ciao

    12 giugno 2012 alle 8:16 AM

    • c’è un surfino a Calambrone e sarò presente alla tappa race di Talamaone il 23/24 giugno

      12 giugno 2012 alle 10:43 AM

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